Voce enciclopedica · Parte generale
Reati di danno e di pericolo.
La summa divisio tra reati consumati nella lesione e reati punibili già nella semplice esposizione al rischio.
La distinzione tra reati di danno e reati di pericolo è una delle summae divisiones della parte generale: guarda all'evento — o alla sua anticipazione — come momento di perfezionamento della fattispecie. È legata a filo doppio con il principio di offensività, corollario costituzionale del principio di legalità.
Reati di danno
Sono reati di danno quelli nei quali la condotta tipica produce una lesione effettiva del bene giuridico protetto. L'esempio classico è l'omicidio (art. 575 c.p.): il bene vita è materialmente cancellato. Anche il furto (art. 624 c.p.) è reato di danno: il patrimonio è concretamente depauperato.
Reati di pericolo
Nei reati di pericolo la punibilità è anticipata al momento in cui il bene giuridico è esposto a rischio, senza che occorra un'effettiva lesione. Si distinguono in due sottotipi:
- Pericolo concreto: il giudice deve accertare, caso per caso, che la condotta abbia effettivamente messo in pericolo il bene (es. incendio doloso, art. 423 c.p., se il fuoco minaccia incolumità).
- Pericolo astratto o presunto: la legge presume il pericolo al ricorrere della condotta, senza accertamento concreto (es. detenzione di sostanze esplodenti, guida in stato di ebbrezza). Sono i più problematici sotto il profilo dell'offensività.
Il filtro dell'art. 49 c.p.
L'art. 49, co. 2, c.p. stabilisce che «la punibilità è altresì esclusa quando, per la inidoneità dell'azione o per l'inesistenza dell'oggetto di essa, è impossibile l'evento dannoso o pericoloso». È la norma che traduce in diritto positivo il principio di offensività: anche nei reati di pericolo astratto, se in concreto il rischio è inesistente, la condotta non è punibile.
Giurisprudenza costituzionale
La Corte costituzionale ha più volte chiarito che i reati di pericolo astratto sono compatibili con l'art. 25 Cost. solo se la presunzione di pericolosità corrisponde a un id quod plerumque accidit — cioè a ciò che normalmente avviene — e se il giudice può sempre verificare l'offensività in concreto del fatto (C. cost. 62/1986, 519/2000).
Rinvii
Si rinvia alla voce sull'oggetto del reato e a quella sulla prescrizione.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra reati di danno e reati di pericolo?
Nei reati di danno il bene giuridico è effettivamente leso (es. omicidio); nei reati di pericolo basta l'esposizione al rischio, senza lesione.
Cosa sono i reati di pericolo astratto?
Sono reati nei quali la legge presume il pericolo al solo verificarsi della condotta, senza accertamento concreto caso per caso.
I reati di pericolo astratto sono costituzionali?
Sì, a condizione che la presunzione sia fondata su una regola di esperienza (id quod plerumque accidit) e che sia sempre possibile la verifica di offensività in concreto ex art. 49 c.p.
Cos'è l'art. 49, co. 2, c.p.?
La norma sul reato impossibile: esclude la punibilità quando, per inidoneità della condotta o inesistenza dell'oggetto, l'evento dannoso o pericoloso non può verificarsi.
Esempi di reati di pericolo concreto?
Incendio (art. 423 c.p.) quando il fuoco minaccia incolumità; omissione di soccorso quando crea pericolo concreto per l'incolumità della persona offesa.