Voce enciclopedica · Parte generale
La custodia cautelare.
Carcere prima del giudicato: presupposti, esigenze, graduazione, termini di durata massima.
La custodia cautelare è la misura coercitiva più grave del processo penale: privazione della libertà personale prima del giudicato. Eccezionale, in deroga all'art. 13 Cost., richiede presupposti rigorosi e deve rispettare i principi di proporzionalità, adeguatezza, residualità.
Presupposti (art. 273 c.p.p.)
Per disporla il giudice deve ravvisare gravi indizi di colpevolezza. Non mere sospetti: elementi specifici, concreti, tali da far apparire probabile la responsabilità dell'indagato. Sono gravi indizi, ad esempio, dichiarazioni attendibili (con riscontri, per la chiamata in correità), intercettazioni univoche, prova documentale, riscontri scientifici.
Esigenze cautelari (art. 274 c.p.p.)
Serve una delle tre esigenze:
- Pericolo per l'acquisizione/genuinità della prova (es. inquinamento probatorio, pressioni sui testimoni).
- Pericolo di fuga (concreto, non presunto in astratto).
- Pericolo di reiterazione del reato, ossia che l'indagato commetta altri reati della stessa specie.
Graduazione delle misure
L'art. 275 c.p.p. impone al giudice il principio di proporzionalità: la custodia in carcere è ultima ratio. Se meno afflittive (divieto di dimora, obbligo di presentazione, arresti domiciliari con braccialetto) sono sufficienti, queste devono essere preferite.
Presunzione di adeguatezza
Per reati di particolare gravità (mafia, terrorismo, violenza sessuale) è prevista una presunzione di adeguatezza del solo carcere, salvo prova di elementi idonei a escludere le esigenze. La Corte costituzionale (265/2010) ne ha ridotto l'area.
Termini di durata massima (art. 303 c.p.p.)
La custodia non può durare indeterminatamente:
- fino alla sentenza di primo grado: termini variabili per gravità del reato (da 3 mesi a 2 anni);
- fino alla sentenza di appello e cassazione: ulteriori termini;
- termine massimo complessivo: non superiore al doppio dei singoli termini di fase.
Tutela
Il provvedimento è impugnabile al Tribunale del riesame entro 10 giorni. In successione: ricorso in cassazione per sole violazioni di legge.
Rinvii
Si rinvia a chiamata in correità, braccialetto elettronico, misure di prevenzione.
Domande frequenti
Quali sono i presupposti della custodia cautelare?
Gravi indizi di colpevolezza (art. 273 c.p.p.) + almeno una delle tre esigenze cautelari (pericolo di inquinamento prove, fuga o reiterazione del reato, art. 274 c.p.p.).
Il carcere è sempre obbligatorio?
No. Vale il principio di proporzionalità (art. 275): se misure meno afflittive sono sufficienti, sono preferite. Il carcere è ultima ratio.
Quali sono i termini massimi?
Variabili per fase e gravità del reato (art. 303 c.p.p.). Dai 3 mesi del reato meno grave fino a 2 anni per i delitti più gravi, per ciascuna fase.
Come si impugna?
Riesame entro 10 giorni al Tribunale del riesame; poi cassazione per sole violazioni di legge.
Cosa accade alla scadenza dei termini?
Scatta la liberazione automatica per decorrenza dei termini di custodia cautelare, salvo proroghe o nuove esigenze.